Il cinema è un’attività che può permetterci di scoprire le nostre emozioni e di viverle entrando in sintonia con esse (ne abbiamo già parlato qui). Il cinema, infatti, dà la possibilità di immergersi in un’esperienza emotiva coinvolgente, esplorando le emozioni in libertà e favorendo una personale conoscenza emotiva attraverso le storie e i vissuti degli attori. La possibilità di poter condividere un’attività così significativa è spesso possibile attraverso il cineforum.
Cos’è il cineforum?
Il cineforum è molto di più di una proiezione cinematografica: è uno strumento di aggregazione sociale che utilizza il cinema per stimolare il confronto, la riflessione critica e la crescita collettiva. Partecipando a un cineforum, si ha la possibilità di guardare un film insieme e potersi confrontare rispetto ai temi trattati e ai vissuti suscitati.
Il suo valore sociale risiede nella capacità di trasformare la visione del film in un momento di condivisione che favorisce integrazione, ascolto, accoglienza del pensiero dell’altro e confronto. Un valore aggiunto è che si tratta di un’attività aperta a famiglie, giovani adulti e adolescenti, permettendo così la creazione di un luogo di facile accesso a tutti.
Come funziona il cineforum?
Osservando un’altra persona, le sue azioni e i suoi discorsi, si crea in noi una modificazione a livello cerebrale dovuta all’attivazione di specifici neuroni definiti neuroni specchio. Attraverso l’attività di questi neuroni, il nostro sistema nervoso si attiva allo stesso modo in cui si attiverebbe se fossimo noi a compiere le azioni che osserviamo.
Il cineforum sfrutta questa attivazione naturale, facilitando la comprensione e il rispetto dell’altro, la riflessione critica e l’ascolto. Diventa così un’esperienza sociale che amplifica, attraverso la discussione e lo stare con l’altro, un processo empatico già innescato nel cervello dai neuroni specchio durante la proiezione.
Come può esserci utile nella quotidianità?
Il mondo digitalizzato a cui siamo esposti porta con sé molti benefici, ma altrettanti costi: nella maggior parte dei casi, le nuove generazioni ne pagano il conto in termini di salute mentale, scarsa socializzazione e bassa educazione emotiva.
Crescere e diventare adulti non è mai stato un processo facile e lineare, ma può essere facilitato se teniamo a mente alcune attività fondamentali:
- Stare insieme: condividere un’attività, un luogo e un pensiero, aiuta a non sentirsi soli, a sperimentarsi in relazioni vere ed esperienze concrete, creando spazi sicuri di crescita. La relazione con l’altro ci dona sicurezza e fiducia e ci permette di trovare nuovi amici.
- Condividere e confrontarsi: confrontarsi permette di raccogliere nuovi stimoli e trasformarli in valori. Riconoscere che qualcuno possa avere le nostre stesse idee, ci rinforza. Scoprire di poter mettere in discussione le proprie convinzioni e considerare strade alternative allena la mente a coltivare flessibilità e resilienza. Queste caratteristiche permettono di fronteggiare con meno difficoltà gli imprevisti e le novità.
- Regolazione emotiva: partecipare ad attività che prevedono confronto e ascolto attivo promuove la capacità di risuonare emotivamente con l’altro e con il contesto di riferimento, imparando a regolare il proprio stato emotivo.
Tra i vari contesti che ci permettono di coltivare queste attività, c’è proprio il cineforum. La visione del film in un luogo comune, accanto ad altri significativi o estranei con cui confrontarsi, permette di allenare l’ascolto e la competenza di esprimere i propri vissuti. Tutto ciò favorisce la regolazione emotiva, tra sé e con l’altro.
Un’idea da riproporre a casa…
Per le famiglie con figli più piccoli, si può pensare ad un’attività piacevole da fare a casa: “La serata cinema”. Trovare una sera del fine settimana in cui ci si dedica alla visione di un film, scelto prima insieme. L’idea è che questo momento possa favorire il piacere di stare insieme come famiglia e allo stesso tempo creare uno spazio sicuro dove è possibile condividere emozioni e costruire significati insieme.
Scegliere insieme il film e goderselo dal divano di casa dà la possibilità di fermare la narrazione in un momento che ci suscita, per esempio, paura o tristezza per accoglierle e abitarle insieme. Il giorno seguente, poi, sarà possibile parlare del film: cosa ci è piaciuto, cosa ci ha intimorito, cosa ci può aver fatto diventare tristi e cosi via. I genitori avranno così la possibilità di significare insieme ai loro figli i vissuti provati, creando così una modalità di crescita e regolazione emotiva sicura.
FONTI
Il metodo famiglia felice, Alberto Pellai e Barbara Tamborini, DeAgostini.
La generazione ansiosa, Jonathan Haidt, Rizzoli editore.
Articolo a cura della dr.ssa Beatrice Cavallini – Centro Psicologia Città Studi
